Serriamo i ranghi e facciamo quadrato. Ce la possiamo giocare !!!

15 Aprile 2019 - 19:49
L’appuntamento del 19 maggio si avvicina. Le prese di posizione a favore e contro l’adeguamento del diritto svizzero alle normative europee sulle armi si susseguono sulla stampa e nei social media.

Le nostre argomentazioni per il No sono state ampiamente esposte a più riprese e la campagna  è entrata nel vivo. Per diversi motivi, che vi sono ben chiari, non possiamo contare sul sostegno di gran parte delle forze politiche e degli ambienti economici. Tuttavia tiratori e cacciatori, con i quali condividiamo molti interessi, sono con noi e sostegnono la nostra causa. Anche i cittadini, che si mostrano critici nei confronti dell’ Unione Europea che cerca di umigliarci, imponendoci in maniera ricattatoria leggi e comportamenti che ci sono estranei, sapranno esprimere la loro posizione a difesa delle nostre istituzioni.

I sondaggi messi in rete dalla televisione pubblica, pilotati politicamente (consultate il questionario che vi viene sottoposto per E-mail per rendervene personalmente conto), ci danno per sconfitti e cercano in questo modo di scorsaggiare gli elettori a recarsi alle urne, fornendo un quadro erroneo della situazione. Verrebbe da pensare che ci troviamo con le spalle al muro in un gioco d’interessi deletrio ed astruso, impotenti di fronte a eventi che non siamo in grado di modificare. Ma non è così !!!

Nel 2008 con l’adesione al trattato di Schengen-Dublino, abbiamo accettato supinamente e senza reagire (anche per la mancata tasparenza dell’informazione da parte dell’autorità federale) un inasprimento della nostra legislazioni sulle armi. Ora le cose sono cambiate. Grazie allo strumento democratico del referendum ci siamo fatti sentire ed il popolo potrà, finalmente, esprimersi in merito.

La campagna sarà dura, senza esclusione di colpi, con l’uso di mezze verità e di bufale (facke news) per determinare l’esito del voto. Noi abbiamo l’obbligo morale di rispondere in modo consono e determinato a questo stato di cose per rispetto nei confronti della democrazia svizzera, della nostra identità di Nazione sovrana e delle nostre tradizioni culturali e militari.

Dobbiamo rilevare la sfida presentandoci compatti, serrando i ranghi, facendo quadrato attorno ai nostri valori.Parenti, amici, simpatizzanti: tutti devono essere mobilitati in vista della votazione. Nella misura in cui sapremo arginare l’assenteismo e l’apatia dei cittadini, potremo raggiungere un risultato positivo. Ma non finisce qui. In occasione delle prossime elezioni federali ci sarà, inoltre, data la possibilità di votare i candidati che ci hanno sostenuti nella campagna, affinché la nostra voce possa farsi sentire forte e chiara anche a Berna

Non c’è tempo per piangersi addosso. Ce la possiamo giocare !!!!
 
Il Presidente dell’ATTCA: R. Beretta